Dieta e microbioma intestinale

Perdita di peso bloccata? Inizia a prender cura del tuo microbiota.

Il microbiota intestinale svolge funzioni vitali per il nostro organismo: partecipa alla digestione degli alimenti, produce vitamine essenziali (come la vitamina K e alcune vitamine del gruppo B), regola il sistema immunitario e contribuisce a proteggerci dalle infezioni. (altro…)



Dieta e microbioma intestinale

Estate: tempo di rafforzare il nostro intestino!

La salute del nostro intestino gioca un ruolo determinante per il nostro benessere generale, probabilmente molto più di quanto tu possa pensare, toccando aspetti che non ruotano solo attorno alla digestione ma anche al nostro sistema immunitario, alla probabilità di insorgenza di patologie croniche e degenerative e persino all’umore. (altro…)



Dieta e microbioma intestinale

Dieta e microbioma intestinale

Microbiota e perdita di peso: esiste una correlazione?

Spesso tendiamo a credere che il miglior modo per perdere peso sia la dieta ma questa, da sola, potrebbe non essere sufficiente.

Recenti studi, infatti, confermano l’importanza del microbiota intestinale (la popolazione della flora batterica, differente per ciascuno di noi), nella perdita di peso (anche più della semplice dieta).

Le ricerche confermano, infatti, che i nostri batteri possono influire nella perdita di peso perché in grado di utilizzare le fonti energetiche, quindi il cibo che introduciamo nell’organismo, in modo differente: del resto, la varietà ed il tipo di batteri presenti nell’intestino di una persona, influenzano in maniera funzionale la sua capacità di bruciare i grassi, oltre ad una serie notevole di funzionalità del nostro organismo.

Esistono già indicazioni sul fatto che la flora intestinale abbia una grande rilevanza in tutte le malattie metaboliche.

Cosa è il microbiota

Il microbiota si sviluppa nel corso dei primi giorni di vita di un neonato ed è l’insieme di tutti i microorganismi che popolano il nostro apparato digerente, più comunemente definito “flora batterica intestinale”.

Nel tempo, questi batteri hanno destato molto interesse in quanto si è intuito come una modesta variazione del microbiota intestinale possa comportare significative alterazioni nel nostro organismo. Quando il microbiota va incontro ad alterazioni, si instaura una condizione definita “disbiosi”.

L’alterazione del microbiota può influenzare il metabolismo e l’omeostasi energetica dell’ospite, poiché risulta anche coinvolta nel controllo del peso corporeo.

Le differenze nell’estrazione di energia, da sostanze ingerite con il cibo, possono essere dipendenti dalla composizione del microbiota intestinale; al contempo, la perdita di peso è in grado di ripristinare la normale composizione microbica intestinale, confermando il legame tra microbiota ed obesità.

Si è notato, in particolare, che nei soggetti obesi cambia il rapporto tra le due popolazioni batteriche che dominano il nostro intestino ossia i Firmicutes ed i Bacteroidetes: i primi risultavano, infatti, molto più abbondanti rispetto ai secondi.

Probiotici e Prebiotici

Come sempre, dieta equilibrata ed attività fisica sono i nostri più forti alleati, ma in questo caso, disponiamo di altre due risorse:

  • probiotici (microorganismi viventi che possono produrre effetti benefici sulla nostra salute);
  • prebiotici (nutrienti che aumentano la produzione di acidi grassi a catena corta e la proliferazione di specie batteriche benefiche).

Alcuni studi hanno dimostrato come i soggetti che assumevano probiotici durante interventi mirati alla perdita di peso, abbiano avuto un calo ponderale più consistente rispetto a chi non li assumeva, oltre ad una maggiore riduzione del girovita e del grasso viscerale.

Sebbene gli studi siano ancora in fase di sperimentazione, si ipotizza che anche l’uso di prebiotici possa contribuire nel ridurre la massa grassa e lo status infiammatorio, favorendo la colonizzazione di batteri utili e rafforzando, così, le difese intestinali.

Se questi risultati saranno confermati nell’uomo, agire sulla componente batterica potrebbe essere un valido aiuto strategico nel contrastare le problematiche di sovrappeso-obesità

Il supporto dell’alimentazione

Anche l’alimentazione ha una sua influenza. Per esempio, una persona che segue una dieta molto restrittiva avrà un microbiota completamente diverso da chi ha una dieta varia.

Per questo, quando si inizia un percorso dietetico, sarebbe sempre meglio effettuare un’analisi del microbiota intestinale in modo da capire avere un dato quantitativo, e qualitativo, sui ceppi batterici presenti nel nostro intestino.

Una volta analizzato il microbiota, sarà possibile intervenire in maniera altamente specifica con nutrizione ed integrazione di specifici probiotici e prebiotici al fine di ristabilire un buon equilibrio di questi microrganismi, migliorando la condizione fisiopatologica.

Fra i nutrienti maggiormente in grado di influenzare il microbiota sano troviamo la fibra solubile, presente in grandi quantità nella frutta, nella verdura fresca, nei legumi e nei cereali integrali.

I probiotici, invece, si possono trovare in alcuni alimenti come cibo fermentato, kefir, kombucha, miso o tempeh.

Se è noto che lo yogurt contiene probiotici e prebiotici, è anche vero che non basta un vasetto per poter “sistemare l’intestino”, o “dimagrire”, pertanto non facciamoci abbagliare dai messaggi pubblicitari presenti su questa tipologia di prodotti.

L’alimentazione va sempre curata nei minimi particolari ed è sempre bene rivolgersi al proprio nutrizionista di fiducia, la miglior figura professionale in grado di darci indicazioni specifiche per la nostra situazione.

Se vuoi approfondire la tematica, valutare la composizione del microbiota intestinale e discutere di un eventuale piano nutrizionale da affrontare insieme, puoi prenotare un primo appuntamento in Studio, oppure online, cliccando su questo link.



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Avete mai sentito parlare della Dieta dei Carboidrati Specifici (SCD)?

Probabilmente vi suonerà strano, eppure si tratta di un protocollo alimentare molto indicato in caso di disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Questa dieta è stata approvata dalla ricerca scientifica e si è dimostrata efficace nel ridurre i sintomi a tutti i pazienti affetti da disturbi come:

 

Il suo punto chiave è da ricercare nell’eliminazione degli eccessi di fermentazione ed accumulo di gas, due fattori che portano ad avere gonfiore e dolore addominale, meteorismo, cattiva digestione e malassorbimento dei nutrienti.

Si basa sull’eliminazione totale dei carboidrati complessi (composti da disaccaridi o polisaccaridi) mentre sono consentiti tutti gli alimenti che contengono zuccheri semplici, ovvero i monosaccaridi.

Nella mia esperienza in Studio, ho potuto constatare che molti pazienti hanno intestini molto infiammati al punto che qualunque alimento introdotto può causare reazioni forti ed invalidanti come diarrea, stipsi e forte dolore addominale.

Più si aspetta ad intervenire, più la frequenza degli episodi aumenta e si va incontro a possibili complicazioni (anche gravi) dovute alla permeabilità intestinale (un disturbo caratterizzato dall’incapacità del nostro intestino di opporsi all’ingresso di tossine e patogeni nel circolo sanguigno che, a quel punto, saranno libere di muoversi in tutti i nostri organi portando ad infezioni del tratto gastrointestinale, malattie sistemiche, malattie infiammatorie e malattie degenerative).

Le cause più frequenti di questi disturbi sono da ricercare in stile di vita mal sano (stress prolungato, sedentarietà, dieta errata), abuso di alcune tipologie di farmaci come lassativi o inibitori della pompa protonica ed inquinanti ambientali.

Quello che va a scatenare questi scenari è una vera e propria reazione a catena: nel nostro intestino ospitiamo miliardi di microorganismi che vivono in equilibrio tra di loro e garantiscono il nostro benessere e la nostra longevità.

Quando questo stato di eubiosi si spezza, i batteri patogeni prendono il sopravvento e, nutriti dai carboidrati complessi, proliferano nell’intestino aumentando in maniera abnorme sino a colonizzare tutte le pareti di colon ed intestino tenute oltre alle mucose dello stomaco.

In questo stato disbiotico, si manifesta un sovraccarico del nostro sistema digestivo che va ad ostacolare l’assorbimento di nutrienti come ferro e vitamina B12 (due valori da tenere sotto controllo in caso siano presenti i sintomi di cui vi ho parlato poco fa).

Per poter controllare la condizione della nostra flora batterica, è essenziale effettuare un’analisi della composizione del microbioma, l’unico esame in grado di darci una mappatura completa. Una volta ricevuto il referto, il nutrizionista di fiducia potrà indicare il giusto approccio dietetico e la corretta supplementazione di specifici probiotici e prebiotici.

Uno degli approcci alimentari potrà essere proprio quello della Dieta dei Carboidrati Speficici, un piano alimentare che aiuterà a ripristinare i batteri probiotici all’interno del nostro sistema gastrointestinale.

In questa dieta vanno evitati lieviti, amidi, lattosio, saccarosio, maltosio ed isomaltosio in modo da ridurre al minimo la fermentazione intestinale.

Il nutrizionista, pertanto, eliminerà:

  • amidi e verdure amidacee,
  • grano e prodotti a base di cereali contenenti glutine,
  • latte e latticini,
  • legumi,
  • carni processate,
  • alimenti confezionati e preparati pronti,
  • bevande zuccherate,
  • oli e grassi raffinati.

 

Al loro posto, vi suggerirà alimenti come:

  • alcune tipologie di verdura,
  • uova,
  • pesce,
  • frutta secca e frutta a guscio,
  • carni bianche,
  • grassi buoni come avocado o olio extra vergine di oliva.

 

Questi sono tutti alimenti composti da monosaccaridi, in grado di arrivare direttamente al flusso sanguigno senza essere scissi dal nostro sistema digestivo: in questo modo, non si corre il rischio che vengano rilasciate sostanze residue nell’intestino (che diventerebbero cibo per batteri patogeni, funghi e lieviti).

Trattandosi di piani alimentari fortemente riduttivi, è da evitare assolutamente il fai da te che potrebbe portare sia a peggiorare la condizione che a manifestare delle carenze di specifici nutrienti.

Ogni dieta ed ogni piano di supplementazione devono essere sempre indicate dal vostro nutrizionista di fiducia, l’unico in grado di indicare con certezza il regime più adatto alla condizione.

Lo stesso dicasi anche per i referti dell’analisi del microbiota intestinale.

Se vi riscontrate nella descrizione dei sintomi sopra riportati e volete approfondire la condizione per migliorare la qualità della vostra vita e prevenire ulteriori peggioramenti, potete fissare un primo appuntamento in Studio, o online, a questo link.