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Come migliorare la digestione?

Quello della digestione è un processo fisiologico molto complesso che ha inizio nella cavità orale, continua nello stomaco e nella prima parte dell’intestino, per poi terminare con l’eliminazione del cibo. (altro…)



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Come contrastare il gonfiore addominale con l’alimentazione

Il gonfiore addominale è un sintomo piuttosto comune che riscontro frequentemente durante le visite in Studio o nei colloqui online. (altro…)



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Avete mai sentito parlare della Dieta dei Carboidrati Specifici (SCD)?

Probabilmente vi suonerà strano, eppure si tratta di un protocollo alimentare molto indicato in caso di disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Questa dieta è stata approvata dalla ricerca scientifica e si è dimostrata efficace nel ridurre i sintomi a tutti i pazienti affetti da disturbi come:

 

Il suo punto chiave è da ricercare nell’eliminazione degli eccessi di fermentazione ed accumulo di gas, due fattori che portano ad avere gonfiore e dolore addominale, meteorismo, cattiva digestione e malassorbimento dei nutrienti.

Si basa sull’eliminazione totale dei carboidrati complessi (composti da disaccaridi o polisaccaridi) mentre sono consentiti tutti gli alimenti che contengono zuccheri semplici, ovvero i monosaccaridi.

Nella mia esperienza in Studio, ho potuto constatare che molti pazienti hanno intestini molto infiammati al punto che qualunque alimento introdotto può causare reazioni forti ed invalidanti come diarrea, stipsi e forte dolore addominale.

Più si aspetta ad intervenire, più la frequenza degli episodi aumenta e si va incontro a possibili complicazioni (anche gravi) dovute alla permeabilità intestinale (un disturbo caratterizzato dall’incapacità del nostro intestino di opporsi all’ingresso di tossine e patogeni nel circolo sanguigno che, a quel punto, saranno libere di muoversi in tutti i nostri organi portando ad infezioni del tratto gastrointestinale, malattie sistemiche, malattie infiammatorie e malattie degenerative).

Le cause più frequenti di questi disturbi sono da ricercare in stile di vita mal sano (stress prolungato, sedentarietà, dieta errata), abuso di alcune tipologie di farmaci come lassativi o inibitori della pompa protonica ed inquinanti ambientali.

Quello che va a scatenare questi scenari è una vera e propria reazione a catena: nel nostro intestino ospitiamo miliardi di microorganismi che vivono in equilibrio tra di loro e garantiscono il nostro benessere e la nostra longevità.

Quando questo stato di eubiosi si spezza, i batteri patogeni prendono il sopravvento e, nutriti dai carboidrati complessi, proliferano nell’intestino aumentando in maniera abnorme sino a colonizzare tutte le pareti di colon ed intestino tenute oltre alle mucose dello stomaco.

In questo stato disbiotico, si manifesta un sovraccarico del nostro sistema digestivo che va ad ostacolare l’assorbimento di nutrienti come ferro e vitamina B12 (due valori da tenere sotto controllo in caso siano presenti i sintomi di cui vi ho parlato poco fa).

Per poter controllare la condizione della nostra flora batterica, è essenziale effettuare un’analisi della composizione del microbioma, l’unico esame in grado di darci una mappatura completa. Una volta ricevuto il referto, il nutrizionista di fiducia potrà indicare il giusto approccio dietetico e la corretta supplementazione di specifici probiotici e prebiotici.

Uno degli approcci alimentari potrà essere proprio quello della Dieta dei Carboidrati Speficici, un piano alimentare che aiuterà a ripristinare i batteri probiotici all’interno del nostro sistema gastrointestinale.

In questa dieta vanno evitati lieviti, amidi, lattosio, saccarosio, maltosio ed isomaltosio in modo da ridurre al minimo la fermentazione intestinale.

Il nutrizionista, pertanto, eliminerà:

  • amidi e verdure amidacee,
  • grano e prodotti a base di cereali contenenti glutine,
  • latte e latticini,
  • legumi,
  • carni processate,
  • alimenti confezionati e preparati pronti,
  • bevande zuccherate,
  • oli e grassi raffinati.

 

Al loro posto, vi suggerirà alimenti come:

  • alcune tipologie di verdura,
  • uova,
  • pesce,
  • frutta secca e frutta a guscio,
  • carni bianche,
  • grassi buoni come avocado o olio extra vergine di oliva.

 

Questi sono tutti alimenti composti da monosaccaridi, in grado di arrivare direttamente al flusso sanguigno senza essere scissi dal nostro sistema digestivo: in questo modo, non si corre il rischio che vengano rilasciate sostanze residue nell’intestino (che diventerebbero cibo per batteri patogeni, funghi e lieviti).

Trattandosi di piani alimentari fortemente riduttivi, è da evitare assolutamente il fai da te che potrebbe portare sia a peggiorare la condizione che a manifestare delle carenze di specifici nutrienti.

Ogni dieta ed ogni piano di supplementazione devono essere sempre indicate dal vostro nutrizionista di fiducia, l’unico in grado di indicare con certezza il regime più adatto alla condizione.

Lo stesso dicasi anche per i referti dell’analisi del microbiota intestinale.

Se vi riscontrate nella descrizione dei sintomi sopra riportati e volete approfondire la condizione per migliorare la qualità della vostra vita e prevenire ulteriori peggioramenti, potete fissare un primo appuntamento in Studio, o online, a questo link.



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Diarrea: cause, sintomi e approccio alimentare corretto

La diarrea è un disturbo della defecazione caratterizzato dall’emissione di feci liquide, o semiliquide, che può verificarsi con una o più scariche giornaliere.

Le feci liquide sono dovute ad un’eccessiva peristalsi intestinale che porta ad un’insufficiente assorbimento dei liquidi.

Non si tratta di una vera e propria patologia ma di un sintomo aspecifico comune a più condizioni (per lo più gastrointestinali o non patologiche come stress o intolleranze alimentari).

Nella maggior parte dei casi, questo disturbo si manifesta in forma acuta e scompare nell’arco di pochi giorni.

Esistono due tipologie di diarrea: acuta e cronica.

Quali sono le cause della diarrea?

La diarrea in forma acuta, può avere numerose cause ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di infezioni virali, batteriche, fungine o parassitarie. Solitamente, è accompagnata anche da sintomi come vomito, nausea, dolori addominali e febbre.

La diarrea in forma cronica, invece, può essere causata da varie patologie come ipertiroidismo, insufficienza surrenalica, anemia perniciosa e malassorbimento intestinale.

Se protratta nel tempo, può essere un sintomo di condizioni come pancreatite cronica, intestino irritabile, colite ulcerosa, morbo di Crohn, enterite tubercolare, fibrosi cistica, celiachia o carcinoma del colon.

In entrambi i casi, l’utilizzo prolungato di alcune tipologie di farmaci potrebbe causare, in soggetti sensibili, un’acutizzazione diarroica.

 

Possiamo riassumere le cause della diarrea in:

  • virali
  • batteriche
  • parassitarie
  • farmaceutiche
  • da intolleranze alimentari
  • da disturbi patologici

 

I sintomi associati alla diarrea possono includere: feci liquide, sangue nelle feci, crampi addominali, febbre, nausea e vomito.

Come è possibile prevenire la diarrea?

Per prevenire la diarrea, è utile mettere in atto una serie di comportamenti sia dal punto di vista comportamentale che da quello alimentare.

Per evitare la proliferazione di batteri e virus, è necessario lavare spesso le mani (molto importante educare i bambini su questo punto), gli utensili da cucina, le superfici di lavoro e prestare particolare attenzione alla conservazione degli alimenti che, se non corretta, può diventare terreno fertile per la crescita di batteri.

Quando siamo in viaggio, specialmente in paesi con norme sanitarie meno rigide rispetto alle nostre, è preferibile consumare solo cibi ben cotti, evitare frutta, verdura e carni crude o poco cotte e bere solo acqua in bottiglia (da utilizzare anche per lavarsi i denti). Da evitare l’acqua del rubinetto e i cubetti di ghiaccio.

Dieta e stile di vita giocano sempre un ruolo molto importante nella prevenzione dell’insorgenza di fenomeni diarroici.

Dal punto di vista preventivo, è opportuno accertare la presenza di eventuali patologie infiammatorie a carico del sistema gastro-intestinale come: permeabilità intestinale, intolleranza o sensibilità al glutine, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile.

Nei pazienti con scariche frequenti, è consigliabile un’indagine sulla composizione del microbioma intestinale: un esame facile, veloce e non invasivo che permette di ripristinare una corretta flora intestinale tramite modifiche alla dieta e supplementazione di micro nutrienti.

Anche lo stress psico-fisico può comportare un aumentato rischio di diarrea, per questo sarebbe bene indagarne le cause (ad esempio con un monitoraggio specifico) per poter agire sia con il cambiamento delle abitudini che con specifica integrazione di micronutrienti.

Come deve essere l’alimentazione in caso di diarrea?

In presenza di diarrea, è molto importante prevenire la disidratazione e gli squilibri elettrolitici tramite un’alimentazione adeguata: per le prime 12-24 ore è sufficiente una dieta liquida in modo da assicurare il giusto apporto idrico al nostro organismo.

Passata la prima fase, l’alimentazione può arricchirsi di alimenti facilmente digeribili, da consumare con piccoli pasti distribuiti durante l’arco della giornata. Via libera ai cibi secchi come riso, pasta e pane tostato che possono essere accompagnati da purea di mele o di banane. Da evitare, invece, alimenti troppo ricchi di fibre, caffè, bevande e succhi di frutta.

Un’integrazione di specifici probiotici, da valutare insieme al professionista, potrebbe essere indicata per ripristinare la corretta eubiosi intestinale dopo periodi prolungati di diarrea.