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Intestino irritabile? Migliora la tua vita con questi consigli

Sicuramente avrete sentito parlare della sindrome del colon irritabile, o del suo acronimo inglese IBS (Irritable Bowel Syndrome), un disturbo che colpisce l’intestino con una serie di sintomi fastidiosi come dolore addominale, gonfiore, costipazione o frequenti episodi di diarrea (spesso scatenati da specifici alimenti o da momenti di forte stress). (altro…)



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Esiste una relazione tra alimentazione e malattie?

‘Noi siamo quello che mangiamo’ diceva il filosofo Ludwig Feuerbach, del resto ciò che viene introdotto nel nostro organismo non influenza soltanto il corpo, ma anche i processi energetici e psicologici: perfezionare l’alimentazione, quindi, può migliorare la condizione di vita. (altro…)



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È possibile migliorare il colon irritabile?

La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali cronici, sempre più diffuso nella popolazione al punto da essere considerata, ormai, un vero e proprio disturbo funzionale.

Probabilmente l’avrete sentita menzionare anche perché è conosciuta anche con altri nomi come IBS o intestino irritabile; pensate che, su tutta la popolazione dei paesi sviluppati, interessa quasi una persona su cinque, un numero veramente elevato.

A soffrirne maggiormente sono le donne: secondo alcune indagini statistiche, infatti, le pazienti di sesso femminile sarebbero quasi il doppio rispetto a quelli maschili con un’età tipica della comparsa tra i 20 ed i 30 anni.

Ma quali sono le sue cause?

Ad oggi, le cause della sindrome del colon irritabile sono ancora sconosciute, tuttavia secondo una delle teorie medico-scientifiche più attendibili, sarebbe dovuta ad una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose, intestino e muscoli intestinali (deputati a regolare il transito del cibo ingerito all’interno del nostro intestino).

Questo porterebbe a contrazioni troppo forti e di durata troppo lunga o, in alternativa, a contrazioni troppo deboli. Le prime porterebbero l’insorgenza di sintomi come meteorismo, gonfiore addominale e diarrea mentre, nel secondo caso, si verificherebbero condizioni di rallentamento del transito intestinale (stipsi) e problematiche come feci troppo dure con conseguente evacuazione dolorosa.

E i suoi sintomi?

L’IBS è spesso causa di una sintomatologia altalenante: per semplificare, questo disturbo intervalla periodo in cui i sintomi sono frequenti ed evidenti, a periodi in cui le manifestazioni sono quasi o del tutto assenti (al punto da poterci indurre a pensare ad una guarigione spontanea).

Dal punto di vista sintomatologico, invece, ogni paziente rappresenta un caso a sé: alcuni soffrono esclusivamente di dolore e crampi addominali, altri lamentano una sintomatologia completa fatta di dolore addominale, crampi, meteorismo ed alternanza stipsi – diarrea: questo rende ancora più difficile l’identificazione della condizione e la formulazione di un quadro sintomatologico tipico.

Possiamo, però, parlare della sintomatologia più comune del colon irritabile:

  • dolori e crampi addominali (che hanno la tendenza ad attenuarsi dopo essersi scaricati),
  • sensazione di gonfiore addominale,
  • meteorismo,
  • presenza di muco nelle feci,
  • diarrea e/o stitichezza,
  • sensazione di incompleto svuotamento intestinale dopo la defecazione,
  • urgenza dell’evacuazione dopo i pasti, specialmente dopo aver ingerito alcune tipologie di alimenti.

 

Esiste un modo per prevenire questa condizione?

L’IBS può essere prevenuto, o contrastato (migliorando notevolmente la sintomatologia) adottando un’alimentazione mirata, specifica per le nostre esigenze (per questo deve essere evitato il fai da te e ci si deve affidare ad un bravo nutrizionista).

In linea generale, l’alimentazione per il colon irritabile dovrebbe essere finalizzata a moderare l’intensità e la frequenza dei sintomi, migliorando notevolmente la qualità della vita.

Se, da un lato, le donne sono più soggette a condizioni di stitichezza, dall’altro gli uomini hanno spesso fenomeni più urgenti, con feci liquide e forti dolori addominali.

Nel primo caso, è opportuno introdurre più fibre e più acqua nella routine legata all’alimentazione (possono essere d’aiuto anche alimenti come kiwi o una supplementazione con specifici probiotici e prebiotici); nel secondo caso, invece, il discorso diventa più complesso e richiede sicuramente uno studio accurato.

Tendenzialmente, si dovrebbero escludere:

  • fattori anti-nutrizionali (come inibitori delle proteasi, ossalati e fitati),
  • elementi osmotici come il lattulosio,
  • agenti stimolanti come alcol e caffeina che possono giocare un ruolo irritante,
  • spezie piccanti, curry e pepe,
  • grossi carichi glicemici (dovuti all’assunzione di alimenti raffinati come pasta, pizza, merendine, ecc),

e si dovrebbe procedere con una dieta FODMAP, di cui vi ho parlato in questo articolo.

Sconsigliato, invece, ridurre il quantitativo di acqua assunta durante la giornata, sia a base di bevande che a base di alimenti che ne sono ricchi.

Anche l’attività fisica può venire in nostro soccorso, migliorando notevolmente la sintomatologia dell’IBS: secondo una recente ricerca scientifica, lo sport sarebbe in grado di diminuire le manifestazioni dolorose / fastidiose, migliorando la qualità della vita.

I ricercatori hanno identificato in 15 minuti il tempo minimo necessario a garantire benefici, scoprendo anche che attività fisiche in grado di migliorare la distensione della zona lombare della schiena possono rappresentare un’ottima e valida soluzione (sempre in abbinamento ad una corretta dieta) ai fastidiosi dolori al lato destro dell’addome.

Se ti capita frequentemente di avere una sintomatologia come quella che ho spiegato poco fa e se vuoi migliorare notevolmente la tua condizione di vita, contenendo il fenomeno e riprendendo in mano la situazione, puoi prenotare una prima visita in Studio, oppure online, cliccando su questo link.



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Come cambiano dieta e fabbisogni nutrizionali con l’avanzare dell’età?

È innegabile: con il passare degli anni, facciamo sempre più fatica a mantenere i ritmi a cui eravamo abituati, del resto il nostro corpo subisce continuamente grossi cambiamenti che fanno parte del normale processo fisiologico della vita. (altro…)



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Avete mai sentito parlare della Dieta dei Carboidrati Specifici (SCD)?

Probabilmente vi suonerà strano, eppure si tratta di un protocollo alimentare molto indicato in caso di disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Questa dieta è stata approvata dalla ricerca scientifica e si è dimostrata efficace nel ridurre i sintomi a tutti i pazienti affetti da disturbi come:

 

Il suo punto chiave è da ricercare nell’eliminazione degli eccessi di fermentazione ed accumulo di gas, due fattori che portano ad avere gonfiore e dolore addominale, meteorismo, cattiva digestione e malassorbimento dei nutrienti.

Si basa sull’eliminazione totale dei carboidrati complessi (composti da disaccaridi o polisaccaridi) mentre sono consentiti tutti gli alimenti che contengono zuccheri semplici, ovvero i monosaccaridi.

Nella mia esperienza in Studio, ho potuto constatare che molti pazienti hanno intestini molto infiammati al punto che qualunque alimento introdotto può causare reazioni forti ed invalidanti come diarrea, stipsi e forte dolore addominale.

Più si aspetta ad intervenire, più la frequenza degli episodi aumenta e si va incontro a possibili complicazioni (anche gravi) dovute alla permeabilità intestinale (un disturbo caratterizzato dall’incapacità del nostro intestino di opporsi all’ingresso di tossine e patogeni nel circolo sanguigno che, a quel punto, saranno libere di muoversi in tutti i nostri organi portando ad infezioni del tratto gastrointestinale, malattie sistemiche, malattie infiammatorie e malattie degenerative).

Le cause più frequenti di questi disturbi sono da ricercare in stile di vita mal sano (stress prolungato, sedentarietà, dieta errata), abuso di alcune tipologie di farmaci come lassativi o inibitori della pompa protonica ed inquinanti ambientali.

Quello che va a scatenare questi scenari è una vera e propria reazione a catena: nel nostro intestino ospitiamo miliardi di microorganismi che vivono in equilibrio tra di loro e garantiscono il nostro benessere e la nostra longevità.

Quando questo stato di eubiosi si spezza, i batteri patogeni prendono il sopravvento e, nutriti dai carboidrati complessi, proliferano nell’intestino aumentando in maniera abnorme sino a colonizzare tutte le pareti di colon ed intestino tenute oltre alle mucose dello stomaco.

In questo stato disbiotico, si manifesta un sovraccarico del nostro sistema digestivo che va ad ostacolare l’assorbimento di nutrienti come ferro e vitamina B12 (due valori da tenere sotto controllo in caso siano presenti i sintomi di cui vi ho parlato poco fa).

Per poter controllare la condizione della nostra flora batterica, è essenziale effettuare un’analisi della composizione del microbioma, l’unico esame in grado di darci una mappatura completa. Una volta ricevuto il referto, il nutrizionista di fiducia potrà indicare il giusto approccio dietetico e la corretta supplementazione di specifici probiotici e prebiotici.

Uno degli approcci alimentari potrà essere proprio quello della Dieta dei Carboidrati Speficici, un piano alimentare che aiuterà a ripristinare i batteri probiotici all’interno del nostro sistema gastrointestinale.

In questa dieta vanno evitati lieviti, amidi, lattosio, saccarosio, maltosio ed isomaltosio in modo da ridurre al minimo la fermentazione intestinale.

Il nutrizionista, pertanto, eliminerà:

  • amidi e verdure amidacee,
  • grano e prodotti a base di cereali contenenti glutine,
  • latte e latticini,
  • legumi,
  • carni processate,
  • alimenti confezionati e preparati pronti,
  • bevande zuccherate,
  • oli e grassi raffinati.

 

Al loro posto, vi suggerirà alimenti come:

  • alcune tipologie di verdura,
  • uova,
  • pesce,
  • frutta secca e frutta a guscio,
  • carni bianche,
  • grassi buoni come avocado o olio extra vergine di oliva.

 

Questi sono tutti alimenti composti da monosaccaridi, in grado di arrivare direttamente al flusso sanguigno senza essere scissi dal nostro sistema digestivo: in questo modo, non si corre il rischio che vengano rilasciate sostanze residue nell’intestino (che diventerebbero cibo per batteri patogeni, funghi e lieviti).

Trattandosi di piani alimentari fortemente riduttivi, è da evitare assolutamente il fai da te che potrebbe portare sia a peggiorare la condizione che a manifestare delle carenze di specifici nutrienti.

Ogni dieta ed ogni piano di supplementazione devono essere sempre indicate dal vostro nutrizionista di fiducia, l’unico in grado di indicare con certezza il regime più adatto alla condizione.

Lo stesso dicasi anche per i referti dell’analisi del microbiota intestinale.

Se vi riscontrate nella descrizione dei sintomi sopra riportati e volete approfondire la condizione per migliorare la qualità della vostra vita e prevenire ulteriori peggioramenti, potete fissare un primo appuntamento in Studio, o online, a questo link.



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Dieta Low Fodmap e intestino irritabile: quando si applica?

Se hai sofferto, o soffri periodicamente, di diarrea dopo i pasti, stipsi, gonfiore addominale, meteorismo ma anche cefalea e disturbi del sonno, è molto probabile che si tratti di intestino irritabile, un fastidioso disturbo che colpisce sempre più persone.

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Come capire se soffri di intestino irritabile?

L’intestino irritabile è un fastidioso disturbo che colpisce quasi il 10% della popolazione, in particolar modo quella femminile compresa tra i 20 ed i 50 anni ma, purtroppo, può colpire indistintamente adulti, uomini e donne, di qualsiasi età, portando anche alla comparsa di malattie autoimmuni o cronico-infiammatorie.

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Intestino irritabile: cosa fare

L’intestino irritabile è un fastidioso disturbo che colpisce quasi il 10% della popolazione, in particolar modo quella femminile compresa tra i 20 ed i 50 anni ma, purtroppo, può colpire indistintamente adulti, uomini e donne, di qualsiasi età, portando anche alla comparsa di malattie autoimmuni o cronico-infiammatorie. (altro…)



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Coliche addominali: cosa fare e come prevenirle?

Le coliche addominali sono un problema più frequente di quanto si possa immaginare: colpiscono indistintamente bambini ed adulti e sono caratterizzate da un forte dolore che può risultare invalidante e far preoccupare chi ne è affetto.

Si tratta di un fastidio forte ed improvviso, che si manifesta con spasmi e contrazioni a livello dell’intestino e del colon, propagandosi a tutta la parete addominale, accompagnato anche da sintomi come vomito, diarrea, sanguinamento rettale, gonfiore e nausea.

Può avere origine in vari tratti dell’intestino ed è causato da processi infiammatori come malattie intestinali (ad esempio morbo di Chron ed IBS) o ostacoli al transito del contenuto intestinale (ad esempio dopo episodi di stitichezza severa, quando la massa fecale inizia a spingere sulle pareti intestinali provocando dolore).

Le cause più comuni di coliche addominali sono:

  • morbo di Chron,
  • IBS – sindrome dell’intestino irritabile,
  • colite spastica o colite ulcerosa,
  • ostruzione intestinale,
  • stenosi (sia di natura infiammatoria che di natura neoplasica),
  • ernie intestinali,
  • stile di vita malsano e/o dieta errata,
  • stress (lo stato psicologico può influenzare notevolmente la regolarità dell’intestino),
  • assunzione di grandi quantità di cibo (in particolar modo alimenti grassi o fritti),
  • infezioni virali o batteriche,
  • cisti ovariche,
  • assunzione prolungata di determinate categorie di farmaci,
  • colpi di freddo,
  • intolleranza ad alcuni alimenti (ad esempio il lattosio o il fruttosio).

 

In caso di coliche derivanti da condizioni infiammatorie, come intestino irritabile o morbo di Chron, è necessario rivolgersi al proprio nutrizionista di fiducia che suggerirà uno specifico regime alimentare coadiuvato da integrazione di specifici micronutrienti, probiotici e prebiotici in modo da ridurre gli episodi dolorosi.

In caso di coliche derivanti da condizioni patologiche, sarà necessario il supporto del medico per un eventuale approccio farmacologico o chirurgico, finalizzato alla risoluzione del problema (ad esempio in caso di neoplasie o ernie intestinali).

Utili anche indagini radiologiche, o ecografiche, per escludere la presenza di blocchi intestinali e meteorismo.

Cosa fare durante una colica addominale?

Per prima cosa, è importante mantenere la calma e non farsi prendere dal panico (che potrebbe amplificare le sensazioni che stiamo provando); ti consiglio di evitare l’assunzione di liquidi freddi e cibi solidi; meglio sdraiarsi a pancia in su e tenere la zona addominale al caldo.

Una volta terminato il fastidio, sarà opportuno indagare le sue cause con una visita approfondita e, se necessario, con alcuni esami mirati ad escludere determinate cause (ad esempio un breath test lattosio / fruttosio o l’analisi del microbioma intestinale). Lo specialista, dopo un’attenta anamnesi, vi indirizzerà verso il test più adatto alla vostra condizione.

Quali alimenti vanno evitati se soffriamo di coliche addominali?

Da evitare alimenti fritti, bevande alcoliche, insaccati, bevande eccitanti come caffè, the ed energy drink, cioccolato, latticini, pomodori e frutta come banane, fichi o anguria: tutti alimenti che possono mettere a dura prova la nostra digestione, innescando episodi di coliche addominali, specialmente in persone con IBS, intolleranza al lattosio o al fruttosio.

Da evitare anche tutti gli alimenti che possono creare meteorismo.

Come si possono prevenire le coliche addominali?

La prevenzione di questo disturbo deve essere sempre mirata sia alla risoluzione dei problemi sottostanti (ad esempio l’intestino irritabile o una condizione protratta di stipsi / diarrea) che all’attuazione di un modello di vita sano, basato su un’alimentazione corretta ed una regolare attività fisica.

La maggior parte dei casi di colica addominale è causata da un’errata alimentazione, pertanto la prima cosa da fare è adeguare la nostra dieta, prestando molta attenzione a quello che mangiamo.

La dieta, infatti, è il rimedio naturale più efficace per ridurne gli episodi.

Ok ad alimenti ricchi di fibre (aiutano la motilità intestinale) come cereali integrali, riso integrale, quinoa, farro e miglio, accompagnati da verdure come finocchi e sedano (anche cotti al vapore). Importante assicurarsi sempre una giusta idratazione bevendo una sufficiente quantità di liquidi (anche sotto forma di tisane ed infusi, meglio se dalle proprietà carminative).

Se soffri, o hai sofferto di episodi di colica addominale e vuoi approfondirne le cause per risolvere la problematica, puoi prendere un appuntamento qui.