prevenzione Tag

Metabolomica: alla scoperta della nostra firma biochimica

Oggi voglio parlarvi di metaboliti e metabolomica, due argomenti su cui si è discusso molto durante la conferenza Health 2.0 di Dubai, a cui ho avuto il piacere di essere inviato. (altro…)



prevenzione Tag

Dalla tavola alla salute: ecco come la dieta influenza le malattie croniche

Le malattie croniche rappresentano una delle sfide più significative per la salute mondiale, ma sapete che molti di questi disturbi possono essere influenzati dalla nostra dieta quotidiana? (altro…)



prevenzione Tag

Cervello e alimentazione: si può prevenirne l’invecchiamento?

L’alimentazione può influenzare il corretto funzionamento del cervello e garantire le corrette funzioni cerebrali? La risposta è sì. (altro…)



prevenzione Tag

Mangiare male? Favorisce l’insorgenza di patologie letali.

Come abbiamo avuto modo di vedere sia nei precedenti articoli che nei vari post sui miei canali social, l’alimentazione gioca un ruolo determinante sulla nostra longevità e sulla nostra salute in generale. (altro…)



prevenzione Tag

Età anagrafica o età biologica? Ecco come mantenerci giovani dentro.

Quando parliamo di invecchiamento, la prima cosa a cui pensiamo è l’età ma, in realtà, dovremmo distinguere tra due tipologie: quella anagrafica e quella biologica. (altro…)



prevenzione Tag

La soia e le sue proprietà preventive: in cosa può aiutarci?

La soia è un alimento tipico della cultura culinaria delle popolazioni asiatiche (pensate che, in Cina, viene coltivata da oltre 5000 anni) che dovrebbe essere parte integrante di un’alimentazione sana ed equilibrata, essendo ricca di proteine, minerali come ferro e potassio e vitamine del gruppo B.

Si tratta di un legume che risulta più digeribile e ricco di proteine (con una concentrazione pari al 42% del contenuto totale che la rende uno degli alimenti più ricchi di proteine che esistano in natura) rispetto ad altri alimenti della sua categoria (ad esempio ceci, piselli o lenticchie).

Purtroppo, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una serie di controversie nei confronti di questo prezioso alimento: in particolar modo, le viene spesso imputata l’insorgenza del cancro al seno.

In realtà, è opportuno fare una precisazione: gli estrogeni possono promuovere la proliferazione del cancro al seno ma nel nostro organismo esistono due tipi di ricettori che li legano: il recettore alfa ed il recettore beta.

A differenza degli estrogeni autonomamente prodotti dal nostro corpo, i fitoestrogeni (isoflavoni) contenuti nella soia si legano, principalmente, ai ricettori beta dando un effetto anti-estrogenico che va ad inibire la crescita dei tumori. Si tratta di composti come la genisteina, la daidzeina e la gliciteina che, dal punto di vista chimico, ricordano molto gli ormoni sessuali femminili: per questo possono svolgere funzioni simili a quelle degli estrogeni umani.

La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che il consumo di soia può stimolare una significativa attivazione del recettore beta.

Le statistiche, inoltre, confermano le doti salutistiche evidenziando come, nelle popolazioni asiatiche che ne fanno ampiamente uso (ad esempio Cina e Giappone), il numero di incidenza tumorale sia più basso rispetto alle popolazioni occidentali.

Gli studi epidemiologici, infatti, affermano come un’alimentazione a base vegetale, ricca di fibre e legumi (in particolar modo soia), aiuti a ridurre l’incidenza di cancro all’endometrio, alla prostata ed al seno.

Le sue proprietà anti-cancro sono particolarmente note per queste tipologie di tumore e molti studi hanno evidenziato la sua capacità nel contrastare la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali grazie alla diminuzione dei livelli degli ormoni sessuali.

L’American Institute for Cancer Research ha preso una posizione netta, sostenendo come il consumo di soia sia un valido aiuto nella prevenzione del cancro al seno, mentre un’altra autorevole associazione americana, l’American Cancer Society ha dettato le linee guida nutrizionali per pazienti oncologici suggerendo come il consumo di soia possa apportare grandi benefici.

Dopo un monitoraggio effettuato su oltre 10.000 pazienti in 7 anni, l’assunzione di soia è stata correlata ad una ridotta mortalità e recidività di casi di tumori al seno.

Uno studio di recentissima pubblicazione, inoltre, evidenzia la capacità degli isoflavoni di rendere più efficace la radioterapia contro il cancro al polmone, proteggendolo al tempo stesso dai danni della chemioterapia.

Questo alimento, però, si rivela molto utile anche durante la menopausa, quando si inizia a perdere fino al 15% della massa ossea come effetto della diminuzione degli estrogeni: due studi preliminari ne dimostrano i suoi effetti terapeutici nelle donne in post-menopausa.

La soia è ottima anche contro le patologie cardiache: l’American Heart Association ne evidenzia le proprietà nella riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari dovuta sia al contenuto di fibre ed isoflavoni che ad altri componenti in grado di ridurre il rischio di coronopatie.

Oltre 30 anni di ricerche hanno dimostrato che può ridurre i livelli ematici di colesterolo nelle persone affette da ipercolesterolemia e migliorare l’elasticità delle pareti arteriose (in particolar modo nelle donne in post menopausa).

Il suo consumo costante è in grado di abbattere del 10-15% la lipoproteina LDL (conosciuta anche come colesterolo cattivo).

Tutti gli effetti benefici sono riscontrabili nel prodotto al naturale e nei suoi derivati come tofu, tempeh, bevanda vegetale e yogurt ma non per quelli creati con le proteine isolate (ad esempio barrette o integratori proteici).

Come per tutti gli alimenti, è consigliato il consumo ma non l’abuso che potrebbe rivelarsi controproducente: ad esempio, chi soffre di patologie autoimmuni o permeabilità intestinale, dovrebbe consumarla con moderazione per evitare un’assunzione eccessiva di lectine e saponine.

Se decidete di consumare dei prodotti derivati dalla soia, fate sempre attenzione al contenuto di sodio che, a volte, può essere molto elevato (ad esempio in preparazioni come burger o polpette vegetali).

Vi consiglio, comunque, di fare sempre affidamento alle indicazioni del vostro nutrizionista di fiducia: saprà consigliarvi le migliori combinazioni per la vostra salute. Qualora vogliate, è possibile fissare un appuntamento con me, in Studio, cliccando su questo link.



prevenzione Tag

Coronavirus ed influenze: come prepararsi in ottica preventiva.

In questi giorni, ci troviamo immersi in una giungla mediatica con informazioni continue sull’andamento del Coronavirus (conosciuto anche con il suo nome scientifico SARS-CoV-19).

Si tratta di un nuovo ceppo virale, mai identificato nell’uomo, che si trasmette tramite:

  • saliva (tosse o starnuto del paziente infetto),
  • contatti diretti e personali con pazienti infetti,
  • mani (se vengono in contatto con qualcosa di infetto e si portano alla bocca, agli occhi o al naso).

 

I sintomi sono molto simili a quelli della classica influenza stagionale come:

  • mal di gola,
  • tosse,
  • difficoltà respiratorie,
  • febbre,
  • polmonite,
  • sindrome respiratoria acuta.

 

Quali sono gli approcci migliori per prevenire il contagio da coronavirus?

Ad oggi, non esistono cure o vaccini specifici, pertanto il miglior approccio è quello preventivo, sia per limitare il contagio che per potenziare al massimo il nostro sistema immunitario.

Tra le azioni quotidiane da seguire, in ottica preventiva, possiamo citare:

  • lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzioni igienizzanti, in particolar modo prima di toccare il cibo e dopo aver tossito / starnutito,
  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce, specialmente in caso di infezione respiratoria,
  • utilizzare fazzoletti monouso e gettarli subito dopo il loro utilizzo,
  • in caso di sospetto contagio, utilizzare mascherine protettive monouso dal livello FFP2 in su; le mascherine chirurgiche non sono in grado di garantire la protezione delle persone con cui entriamo in contatto.

Per quanto riguarda il nostro sistema immunitario, possiamo anche qui agire in ottica preventiva preparandoci al meglio con un’adeguata supplementazione di vitamina C (acido ascorbico), vitamina D e zinco.

La vitamina C (conosciuta anche come acido ascorbico) ha un elevato potere antiossidante e aiuta a contrastare i radicali liberi, oltre a svolgere un ruolo importantissimo per il sistema immunitario: secondo la ricerca scientifica, infatti, influenzerebbe positivamente lo sviluppo dei linfociti T e delle cellule NK (Natural Killer), entrambi fondamentali per una corretta risposta immunitaria.

L’azione antiossidante della vitamina C è ulteriormente amplificata dalla sua capacità di rigenerare vitamina E, un altro micronutriente essenziale dagli effetti antiossidanti.

Sappiamo che la vitamina D è molto importante per la salute delle ossa e dei denti, ma di recente (agosto 2016), uno studio giapponese, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, ha dimostrato che le persone con valori adeguati di vitamina D si ammalano più raramente di chi ha livelli bassi: pensate che, parlando di raffreddore, la supplementazione di questa vitamina ha ridotto del 40% il rischio di ammalarsi.

Anche un recente studio svizzero ha confermato la sua implicazione nell’aiuto al sistema immunitario, dimostrando che molte cellule dell’organismo, responsabili della difesa dalle infezioni, possiedono un ricettore specifico per la vitamina D.

Lo zinco è un metallo molto importante per il nostro benessere, al punto che è implicato nei processi biochimici vitali.

Grazie alla sua potente azione antiossidante, è utile a contrastare l’invecchiamento cellulare, proteggendolo dall’azione dei radicali liberi.

Le sue principali funzioni riguardano il corretto funzionamento del sistema immunitario, in particolar modo contro virus influenzali ed infezioni batteriche: la sua azione è quella di supportare tutto il sistema quando messo a dura prova.

Anche in questo caso, la ricerca scientifica ha dimostrato le sue proprietà protettive: le persone che hanno integrato zinco, hanno sperimentato secrezioni nasali e tosse meno severe, oltre ad aver curato il malanno più velocemente (in media 4 giorni contro i 7 dei pazienti di controllo).

Vi consiglio, pertanto, di confrontarvi con un professionista della salute per valutare tutte le azioni da intraprendere a livello preventivo.

Tutte le indicazioni non sono valide solamente per il Coronavirus, ma sono applicabili anche alla classica influenza ed alle varie infezioni da virus e batteri.

Un sistema immunitario in perfetta forma, non può che giocare a nostro favore, specialmente nel caso di persone anziane o con patologie pre-esistenti.