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Perdita di peso bloccata? Inizia a prender cura del tuo microbiota.

Il microbiota intestinale svolge funzioni vitali per il nostro organismo: partecipa alla digestione degli alimenti, produce vitamine essenziali (come la vitamina K e alcune vitamine del gruppo B), regola il sistema immunitario e contribuisce a proteggerci dalle infezioni. (altro…)



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Pelle che chiede aiuto dopo l’estate? La dieta viene in nostro soccorso!

L’estate è una bellissima stagione in cui sole, mare, vacanze e attività all’aria aperta la fanno da padrone; tuttavia, dietro la bellezza dell’abbronzatura e delle giornate al mare, sotto al sole, si nasconde una realtà a cui dobbiamo prestare attenzione. (altro…)



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Dalla tavola alla mente: il ruolo dei nutrienti nella salute psicologica

Sapete che esistono legami inattesi tra ciò che mangiamo ed il nostro benessere mentale? Pensate che alcuni alimenti possono contribuire alla genesi di particolari meccanismi metabolici e fisiologici legati alla nascita di alcune malattie mentali. (altro…)



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Come contrastare il gonfiore addominale con l’alimentazione

Il gonfiore addominale è un sintomo piuttosto comune che riscontro frequentemente durante le visite in Studio o nei colloqui online. (altro…)



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Come aumentare le difese immunitarie con l’alimentazione

Come vi racconto sempre nei miei canali social, Facebook ed Instagram, le difese immunitarie ci proteggono dall’aggressione di agenti infettivi, come virus e batteri.

Ci aiutano a riparare le ferite, a rimetterci dai traumi, a prevenire e contrastare i tumori: insomma, costituiscono contemporaneamente il sistema di sorveglianza ed il reparto operativo d’emergenza che, attraverso una serie complicatissima di processi biochimici e cellulari, permettono all’organismo di mantenersi integro e sano.

Quali sono le basi dell’immunità?

Il sistema immunitario è dotato di due comparti difensivi:

  • immunità innata: presente fin dalla nascita, rappresenta lo scudo fondamentale contro alcune infezioni molto comuni. Questo tipo di immunità è, inoltre, responsabile della risposta infiammatoria che si sviluppa in seguito a ferite, traumi acuti e cronici o presenza di specifiche malattie (ad esempio l’artrosi). La protezione conferita dall’immunità innata non è in grado di adattarsi ai cambiamenti costantemente attuati da virus e batteri.
  • immunità adattativa: in grado di riconoscere tutti i possibili agenti dannosi per l’organismo, grazie a meccanismi estremamente complessi che coinvolgono diversi tipi e sottotipi di cellule delsistema immunitario, gli anticorpi (prodotti dai linfociti B) e le citochine. L’immunità adattiva si sviluppa soltanto dopo la nascita, principalmente nel primo anno di vita, continuando a potenziarsi e a diventare più efficace a mano a mano che si incontrano i diversi agenti patogeni presenti nell’ambiente.

L’efficienza delle difese immunitarie non è costante nel corso della vita, ma può andare incontro ad alti e bassi in relazione all’età, alle condizioni fisiche complessive, allo stato nutrizionale, allo stile di vita ed al livello di stress psicofisico a cui si è esposti.Rispetto all’età, si può dire che il sistema immunitario nell’infanzia è ancora parzialmente in via di costruzione, ed arriva a esprimere le sue massime potenzialità protettive dopo la pubertà, mantenendole per tutta l’età adulta. A partire dai 50-60 anni, tuttavia, la sua capacità difensiva inizia progressivamente a declinare lasciando gli anziani mediamente più esposti alle malattie e meno in grado di reagire all’attacco di microrganismi patogeni.

Quali sono gli alimenti che aiutano le difese immunitarie? 

L’alimentazione può essere di grande supporto: una dieta sana e variegata, in grado di assicurare un apporto energetico sufficiente, oltre a tutti i micronutrienti essenziali per il buon funzionamento dell’organismo come vitamine e sali minerali (soprattutto, lo zinco, caratterizzato da un’azione di potenziamento delle difese immunitarie), sono un valido aiuto per rafforzare le difese immunitarie.

Esistono, però, una serie di alimenti che, più degli altri possono influenzare positivamente il nostro sistema immunitario come l’aglio, ad esempio.

L’allicina, il suo principio attivo, si sviluppa e si libera solo quando ne schiacciamo gli spicchi, è uno dei più potenti antibatterici, antivirali e antifungini in natura. Non serve mangiarlo: è sufficiente usarlo in padella o per insaporire le pietanze, schiacciandolo sempre, lasciando che il principio attivo si disperda nell’olio.

Secondo uno studio condotto dalla Kagoshima University, in Giappone, l’aglio ha un ruolo chiave nel prevenire e curare le alterazioni della flora batterica intestinale e nel trattamento della resistenza all’insulina.

I chiodi di garofano sono ricchi di eugenolo (un antivirale ad ampio spettro), oltre a contrastare la produzione di citochine che favoriscono l’infiammazione. Per non parlare, poi, del peperoncino, ricchissimo di vitamina C dalle ottime proprietà antiossidanti. Da ricordare di utilizzarlo a crudo in quanto, con il calore, si perdono le sue proprietà benefiche.

Anche i funghi Shiitake potenziano il sistema immunitario, grazie al lentinano che contengono, un beta-glucano che stimola i globuli bianchi (macrofagi e linfociti T) a distruggere sostanze potenzialmente dannose per il corpo.

Sono utili anche la cannella, antisettica ed antinfiammatoria ed altre spezie (come zenzero, curcuma e pepe nero), oltre a piante aromatiche come basilico e prezzemolo.

Esistono altri fattori che possono aumentare le difese immunitarie?

Un altro punto importantissimo, da tenere sempre in considerazione, è garantire all’organismo un riposo adeguato, dormendo regolarmente almeno 7-8 ore per notte, cercando di evitare stress eccessivi (di qualunque tipo) in grado di interferire con l’efficienza della risposta immunitaria.

Altri elementi che ci espongono ad un maggior rischio di malattie sono il fumo, il consumo eccessivo di alcolici ed uno stile di vita “disordinato”.

Anche l’attività fisica gioca un ruolo chiave in ottica preventiva: se praticata in modo corretto, aumenta l’efficienza delle nostre difese immunitarie.

Come possiamo ben capire, la chiave di tutto è sempre da ricercare in una buona prevenzione (che, puntualmente, inizia dalla nostra tavola). Buona prassi effettuare, periodicamente, delle analisi del sangue per monitorare lo stato infiammatorio, i valori ematici di colesterolo ed i livelli di importanti vitamine come la B12 e la D.

Da valutare, anche, la presenza e la quantità di eventuali metalli tossici nel nostro organismo: questo può essere effettuato mediante un esame non invasivo chiamato fotospettrometria. Per esempio, un eccesso di alluminio, mercurio o piombo puó influenzare negativamente il sistema immunitario.

Un’altra analisi da effettuare periodicamente ed ottimo indicatore del nostro stato di salute è quella del microbiota intestinale: basata sulla coprocoltura, permette di controllare la popolazione della nostra flora batterica per evidenziare eventuali stati disbiotici, stato infiammatorio e permeabilità intestinale.

Se vuoi parlarne di persona, avere un quadro completo della situazione attuale e farti consigliare una corretta alimentazione (non solo in ottica dimagrimento ma anche in ottica preventiva), puoi prenotare un primo consulto in Studio, oppure online, cliccando su questo link.



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Microbiota e perdita di peso: esiste una correlazione?

Spesso tendiamo a credere che il miglior modo per perdere peso sia la dieta ma questa, da sola, potrebbe non essere sufficiente.

Recenti studi, infatti, confermano l’importanza del microbiota intestinale (la popolazione della flora batterica, differente per ciascuno di noi), nella perdita di peso (anche più della semplice dieta).

Le ricerche confermano, infatti, che i nostri batteri possono influire nella perdita di peso perché in grado di utilizzare le fonti energetiche, quindi il cibo che introduciamo nell’organismo, in modo differente: del resto, la varietà ed il tipo di batteri presenti nell’intestino di una persona, influenzano in maniera funzionale la sua capacità di bruciare i grassi, oltre ad una serie notevole di funzionalità del nostro organismo.

Esistono già indicazioni sul fatto che la flora intestinale abbia una grande rilevanza in tutte le malattie metaboliche.

Cosa è il microbiota

Il microbiota si sviluppa nel corso dei primi giorni di vita di un neonato ed è l’insieme di tutti i microorganismi che popolano il nostro apparato digerente, più comunemente definito “flora batterica intestinale”.

Nel tempo, questi batteri hanno destato molto interesse in quanto si è intuito come una modesta variazione del microbiota intestinale possa comportare significative alterazioni nel nostro organismo. Quando il microbiota va incontro ad alterazioni, si instaura una condizione definita “disbiosi”.

L’alterazione del microbiota può influenzare il metabolismo e l’omeostasi energetica dell’ospite, poiché risulta anche coinvolta nel controllo del peso corporeo.

Le differenze nell’estrazione di energia, da sostanze ingerite con il cibo, possono essere dipendenti dalla composizione del microbiota intestinale; al contempo, la perdita di peso è in grado di ripristinare la normale composizione microbica intestinale, confermando il legame tra microbiota ed obesità.

Si è notato, in particolare, che nei soggetti obesi cambia il rapporto tra le due popolazioni batteriche che dominano il nostro intestino ossia i Firmicutes ed i Bacteroidetes: i primi risultavano, infatti, molto più abbondanti rispetto ai secondi.

Probiotici e Prebiotici

Come sempre, dieta equilibrata ed attività fisica sono i nostri più forti alleati, ma in questo caso, disponiamo di altre due risorse:

  • probiotici (microorganismi viventi che possono produrre effetti benefici sulla nostra salute);
  • prebiotici (nutrienti che aumentano la produzione di acidi grassi a catena corta e la proliferazione di specie batteriche benefiche).

Alcuni studi hanno dimostrato come i soggetti che assumevano probiotici durante interventi mirati alla perdita di peso, abbiano avuto un calo ponderale più consistente rispetto a chi non li assumeva, oltre ad una maggiore riduzione del girovita e del grasso viscerale.

Sebbene gli studi siano ancora in fase di sperimentazione, si ipotizza che anche l’uso di prebiotici possa contribuire nel ridurre la massa grassa e lo status infiammatorio, favorendo la colonizzazione di batteri utili e rafforzando, così, le difese intestinali.

Se questi risultati saranno confermati nell’uomo, agire sulla componente batterica potrebbe essere un valido aiuto strategico nel contrastare le problematiche di sovrappeso-obesità

Il supporto dell’alimentazione

Anche l’alimentazione ha una sua influenza. Per esempio, una persona che segue una dieta molto restrittiva avrà un microbiota completamente diverso da chi ha una dieta varia.

Per questo, quando si inizia un percorso dietetico, sarebbe sempre meglio effettuare un’analisi del microbiota intestinale in modo da capire avere un dato quantitativo, e qualitativo, sui ceppi batterici presenti nel nostro intestino.

Una volta analizzato il microbiota, sarà possibile intervenire in maniera altamente specifica con nutrizione ed integrazione di specifici probiotici e prebiotici al fine di ristabilire un buon equilibrio di questi microrganismi, migliorando la condizione fisiopatologica.

Fra i nutrienti maggiormente in grado di influenzare il microbiota sano troviamo la fibra solubile, presente in grandi quantità nella frutta, nella verdura fresca, nei legumi e nei cereali integrali.

I probiotici, invece, si possono trovare in alcuni alimenti come cibo fermentato, kefir, kombucha, miso o tempeh.

Se è noto che lo yogurt contiene probiotici e prebiotici, è anche vero che non basta un vasetto per poter “sistemare l’intestino”, o “dimagrire”, pertanto non facciamoci abbagliare dai messaggi pubblicitari presenti su questa tipologia di prodotti.

L’alimentazione va sempre curata nei minimi particolari ed è sempre bene rivolgersi al proprio nutrizionista di fiducia, la miglior figura professionale in grado di darci indicazioni specifiche per la nostra situazione.

Se vuoi approfondire la tematica, valutare la composizione del microbiota intestinale e discutere di un eventuale piano nutrizionale da affrontare insieme, puoi prenotare un primo appuntamento in Studio, oppure online, cliccando su questo link.



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5 motivi per cui dovremmo assumere più fibra nella nostra dieta

Se mi seguite sui social, o qui sul sito, sapete bene quanto consigli una dieta ricca di fibre per tutta una serie di effetti benefici che possono apportare al nostro organismo; oggi, però, ho deciso di fare un articolo per riassumere le principali motivazioni per cui la nostra dieta dovrebbe esserne ricca. (altro…)



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Come cambiano dieta e fabbisogni nutrizionali con l’avanzare dell’età?

È innegabile: con il passare degli anni, facciamo sempre più fatica a mantenere i ritmi a cui eravamo abituati, del resto il nostro corpo subisce continuamente grossi cambiamenti che fanno parte del normale processo fisiologico della vita. (altro…)



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Postbiotici: la nuova frontiera della medicina funzionale moderna?

Nei miei precedenti articoli, vi ho parlato di quanto l’equilibrio del nostro microbioma intestinale sia fondamentale per la nostra salute in quanto si occupa di funzioni importantissime per il nostro organismo. (altro…)



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Immunosenescenza ed alimentazione: come contrastare l’invecchiamento immunitario

La nostra vita è un percorso bellissimo che ci porta dalla nascita fino alla vecchiaia, con tutta una lunga serie di passaggi (biologici e non) a cui il nostro corpo è sottoposto. (altro…)